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La comunità di Tratalias è stata protagonista di una storia singolare, che ne definisce il profilo storico. Centro principale del Medioevo nella storia sulcitana, è stata protagonista dell’erezione di una delle più eminenti Cattedrali romaniche della Sardegna. Dopo un periodo di splendore, durato fino al XVII secolo, la comunità si è adattata al trasferimento della sede vescovile nella prestigiosa città di Iglesias, resa importante dall’attività mineraria che le assicurò il rango di Città Regia. Negli anni Cinquanta del Novecento l’esigenza di mettere fine alla secolare siccità che colpiva il Basso Sulcis portò alla realizzazione di un grosso bacino idrografico artificiale. Questa scelta strategica, che permise un sicuro approvvigionamento idrico per il nascente polo industriale di Portoscuso, causò l’emergenza di infiltrazioni di umidità dal sottosuolo, che si tradussero nel trasferimento degli abitanti di Tratalias in un luogo più sicuro. Dopo il trasferimento, la parte più importante del centro storico è stata oggetto di un lungo ed attento programma di recupero.

All’interno di questa importante operazione di riqualificazione del centro storico di Tratalias si inserisce il progetto “Casa Fenu”. Con l’abbandono del vecchio centro alla fine degli anni ’80 la casa entrò a far parte del patrimonio demaniale del Comune di Tratalias.

Nonostante da anni si stia procedendo ad un recupero dell’intero borgo, la struttura in oggetto non è stata interessata da alcun progetto di riqualificazione. Il lungo periodo di abbandono ne ha causato un progressivo decadimento, e la sua totale rovina è stata evitata da un tempestivo intervento edilizio, incominciato lo scorso 03 maggio 2010 da parte della cooperativa San Lorenzo, finalizzato anzitutto al risanamento e alla ristrutturazione del fabbricato principale .

La struttura si trova a pochi metri dal borgo medioevale e dalla Cattedrale romanica di S. Maria, su una piazza rialzata chiamata Piazza Triborgo, sede del vecchio Monumento ai caduti. La piazza è stata per secoli uno dei punti di aggregazione più importanti per la comunità di Tratalias: su di essa si affacciavano, infatti, il Municipio, un bar, un albergo e, negli ultimi anni, le sedi di alcune associazioni. L’unica costruzione rimasta è, appunto, Casa Fenu, e la sua riqualificazione si pone come preciso obiettivo quello di restituire alla comunità parte del proprio patrimonio storico, anche in termini di possibilità di rivivere spazi a lungo negati.

Accanto ai lavori di restauro del vecchio borgo, la ristrutturazione di Casa Fenu si offre come un ulteriore momento di recupero della complessa identità storica di Tratalias. “Casa Fenu”, infatti, è l’unica struttura, tra quelle del borgo, ad avere conservato la primitiva unità, poiché la proprietà non è mai stata divisa tra i membri della famiglia, come è invece è accaduto ad altri edifici, le cui progressive frammentazioni ne impediscono, oggi, la lettura unitaria. Questa singolare vicenda, del tutto inconsueta nell’intero Basso Sulcis, ne amplifica la valenza culturale e storica, poiché sarà possibile, attraverso un attento recupero, non solo riqualificare l’immobile, ma recuperarne l’identità del vissuto quotidiano.

Il fabbricato costituisce un complesso edilizio omogeneo a due piani, formato da due corpi di fabbrica adiacenti, che si sviluppa lungo Piazza Triborgo ad angolo con la via Triborghi, in direzione del nuovo centro abitato di Tratalias. La struttura è completata da un’area cortilizia dotata di loggiati, e di un antico pozzo. Le coperture sono a doppia falda, distinte per ogni corpo. Il fabbricato è interamente realizzato con struttura muraria in pietra di trachite squadrata. I solai di calpestio del primo piano sono realizzati con travi in legno e soprastante tavolato. I solai di copertura presentano una struttura portante in travi di abete e arcarecci di ginepro, un soprastante manto di canne e il massetto in malta di calce e tegole curve in coppo sardo. La scala d’accesso al primo piano è interamente realizzata in legno.

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